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Fabio Norcia mail

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Il Progetto

Le nostre società sono governate da un sistema capitalistico malato che depreda la natura, sfida l’ecosistema e crea un misto di disuguaglianze e di guerre. Ma è anche una micidiale macchina della menzogna perché il male viene travestito da bene, le guerre chiamate operazioni di pace, le catastrofi ambientali definite come eventi imprevedibili e le ingiustizie sociali etichettate come libero mercato.
Per risanare questo mondo occorrono in verità nuove e stravolgenti regole che sconfessino completamente il vecchio capitalismo. Il nuovo non si potrà chiamarlo nemmeno nuovo  capitalismo, tanto sarà da lui distante. Dovrà estirpare vecchie radici e piantare nuove visioni nei cui geni ci sia una forte connotazione di solidarietà.  Certo il cambiamento non può essere affidato a coloro che fino ad oggi hanno esaltato e difeso il capitalismo, arroccati su vecchie visioni legate alla competizione e al consumismo.


Per me uomo vicino alle idee di chi ha lottato per la libertà e l'uguaglianza in tante parti del mondo, era difficile comprendere che coloro che le hanno portate avanti sono stati nella stragrande maggioranza dei casi uomini che si proclamavano di sinistra, sventolassero quelle stesse bandiere rosse con la falce e martello, simbolo  di una ideologia che aveva costruito terribili regimi dittatoriali. Che strano controsenso, eppure ne sono stato coinvolto io stesso. Alla caduta di quei regimi, e negli anni successivi in Italia anche dei partiti che li sostenevano, ho sentito dentro di me un gran vuoto, come un'ingiustizia patita, ma  contro la quale però non avevo armi da contrapporre, tanto la storia aveva dato un giudizio definitivamente negativo all'ideologia comunista. Ma sentivo allo stesso modo che prima o poi avrei potuto dare una risposta nuova e feconda, senza rinnegare i valori in cui avevo da sempre creduto. Riflettendoci, proprio alla luce dei recenti avvenimenti, una risposta soddisfacente sono riuscito a darla. Ho ben compreso che l'ideologia comunista sarebbe potuta nascere spontaneamente solo con il crollo della società capitalistica, proprio alla luce della estrema inumanità di tale società. Avere voluto con violenza scalzare il capitalismo, in nome della nuova ideologia marxista con la forza e la violenza fu una scelta scellerata che snaturò quella rivoluzionaria idea di partecipazione e giustizia sociale, fino a farla diventare un regime scellerato che nulla aveva più di quei valori fecondi. Dalla violenza abbiamo imparato definitivamente che non può nascere nulla di positivo e spirituale. In ogni caso tutta una serie di provvedimenti che vengono presi in questi giorni di grandi crisi economica vengono fatti tenendo conto del potere di acquisto dei cittadini.  Non è forse già questa una forma di comunismo, inteso come bisogno non di competizione, ma di condivisione, partecipazione e fratellanza? Ma tutto questo non ci deve far cadere nell’inganno di tentare di ricreare una nuova ideologia  comunista perché è ormai finito il tempo delle teorie e delle ideologie. Nel corso dei secoli fin dagli albori della società umana, sono state riempite milioni di pagine con teorie le più diverse tra loro per creare  società democratiche, crescita spirituale, uguaglianza sociale e felicità. Nonostante tutto i risultati sono stati piuttosto miseri se non addirittura negativi. Mi sono convinto che per cambiare le regole nelle nostre società sempre più disumane e crudeli non servono leggi e doveri codificati in ideologie o partiti.

Occorre innanzitutto cambiare l'uomo nella profondità della sua Anima. È possibile realizzare tutto questo?

Oggi gli studi sul cervello e sulla mente stanno rivoluzionando tutte le antiche conoscenze e sono già in grado di darci utili informazioni. Proprio alla luce delle più recenti scoperte la psicanalisi nelle sue diverse forme ha iniziato un chiaro e vistoso declino in Europa già negli anni Settanta del secolo scorso, le tecniche freudiane, anche nella  versione lacaniana e la visione junghiana reggono male alle nuove scoperte delle neuroscienze, nonostante  molti ancorano pensino che Freud, Jung e Lacan siano un’avanguardia culturale. Ma non c’è più posto neanche per visioni emotive e irreali della mente, a partire dalle teorie di James Hillmann, lo psicanalista americano famoso per la sua visione dell’Anima. Anche le mie ricerche hanno contribuito a mettere in crisi vecchi e poco scientifici atteggiamenti degli psicologi.
Il filosofo Jiddu Krishnamurti affermava che c'è una rivoluzione che dobbiamo fare se vogliamo sottrarci all'angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni in cui siamo afferrati. Questa rivoluzione deve cominciare non con le teorie e le ideologie, ma con una radicale trasformazione della nostra mente. Tanta diffusa aggressività, egoismo e violenza, obbiettivamente presenti nelle nostre società, impediscono agli esseri umani di operare assieme in maniera corretta. Hanno  le  radici nel disordine mentale in cui viviamo. Il fatto  che noi siamo ignoranti sulla natura generale dei nostri processi di pensiero impedisce a tutti noi una reale crescita spirituale. Ho voluto citare questa affermazione di Krishnamurti, con cui concordo pienamente,  perché mi è sembrato che sintetizzasse bene la mia visione del benessere mentale e della crescita spirituale.
Anche io sono convinto che solo dalla conoscenza di come funziona tecnicamente la nostra mente e in particolare dalla conoscenza dell’Anima in essa contenuta, possono nascere la consapevolezza, il risveglio e la felicità. Alla fine un mondo migliore, quello ipotizzato dalle  mille ideologie sterili create fino ad oggi. Il mondo cambierà,  l’uomo salverà se stesso e i propri simili non attraverso una magica teoria, ma solo dopo una sensata conoscenza delle leggi che regolano la sua attività mentale, dunque i suoi comportamenti.
Quello stesso metodo che utilizzo per rieducare la mente dei miei malati e farli uscire dal tunnel della depressione e dell'infelicità può essere utilizzato per combattere le patologie che attanagliano e fanno ammalare le nostre società.  Mi sono accorto che le stesse malattie di cui soffrivano i miei pazienti erano le malattie della nostra società. Quel decadimento generale della qualità della vita nel mondo odierno è indicato come causa dei mille problemi che dobbiamo affrontare, è lo stesso decadimento di ciascun paziente che è venuto da me. Il metodo che propongo permette attraverso la conoscenza del funzionamento della mente e  dei processi di formazione dei pensieri di raggiungere un equilibrio che io definisco estasi o meditazione continua. Dal momento in cui si realizza, dentro ciascuno di noi riaffiorerà quel desiderio di comprensione, di comunicazione e di solidarietà che è che è scritto nei cromosomi di tutti gli esseri umani. Il mondo riconquisterà come per incanto il suo equilibrio originario e si potrà realizzare un nuovo ordine mondiale che permetterà a tutti di vivere nel miglior modo possibile. Questo in sintesi è il senso della mia proposta e il progetto che porta avanti l'Associazione Culturale “Anima la tua Anima” da me fondata con la Scuola di Scienza della Felicità, le conferenze, i seminari e la pubblicazione di libri sull’argomento.
Confesso di avere più volte sentito un impellente desiderio di dare un nuovo indirizzo alla mia vita e di impegnarmi maggiormente nel sociale, utilizzando tutto quello che ho imparato in tanti anni di studio. Sta diventando una non rimandabile forma di dovere soprattutto nei confronti dei giovani che sempre in numero maggiore vedo soffrire interiormente. È un dovere che provo nel profondo dell'Anima tutte le volte che mi metto in contatto con quelli che sono senza lavoro e non osano pensare al futuro o soltanto desiderare. È stata tolto loro non solo la speranza ma anche il desiderio e soprattutto il senso della vita. Questo è estremamente ingiusto e qualcuno dovrà prima o poi dovrà prendersi la responsabilità di renderli capaci di cambiare le regole del mondo.
Ha scritto V. S. Ramachandran, neuroscienziato indiano di fama mondiale (Che cosa sappiamo della mente, Mondadori, Milano, 2004, pag. 111), che i neuroscienziati possono oggi cominciare a rispondere ad alcuni degli interrogativi più pregnanti – e fino a ieri filosofici – che l’uomo si sia posto dall’alba della storia. Che cosa è il libero arbitrio? Che cos’è l’arte? Che cos’è il sé? Chi siamo noi? Che cos’è l’immagine corporea? Oggi come ieri, nessuna impresa è più vitale di questa per il benessere e la sopravvivenza del genere umano. Non dimentichiamo infatti che anche la politica, il colonialismo, l’imperialismo e la guerra traggono origine dal nostro cervello.
Come filosofo della mente sono in perfetta sintonia con lo scienziato indiano perché  proprio  grazie alla conoscenza di come funzionano il cervello e la mente è possibile riuscire non solo a rendere felici i singoli malati psichici, ma riequilibrare il mondo tutto. L'etica, la giustizia, la non violenza e la partecipazione sono valori racchiusi dentro di noi. Dobbiamo portarli fuori, imparando a conoscere bene perché vengano disattesi e ingannati e poi aiutare gli uomini a  realizzarli. È una meta ambiziosa, mai raggiunta che solo la ricerca scientifica è in grado di sostenere. Sapranno gli uomini in grado di comprenderlo e di guardare con fiducia  alla scienza, senza continuare ad affidarsi ciecamente alle magie filosofiche e religiose o ancora peggio ad uomini e a partiti politici che vogliono farci credere che la nostra felicità sia legata alle facoltà economiche di ciascuno di noi e all'aumento dei consumi? Che è meglio competere che collaborare? Sapranno uscire dalle regole dei  doveri, delle ideologie, dei comandamenti, dei premi e delle punizioni e applicare metodi scientificamente testati?

Spero di non essere abbastanza vecchio per non potere realizzare il mio desiderio e di trovare soprattutto molte persone disposte a darmi una mano.