Lug 282016
I vegani salveranno il mondo

L’uomo si è separato dalle scimmie non meno di 6 milioni di anni fa, ma il suo cervello ha cominciato ad acquistare volume, sviluppando la porzione corticale soltanto circa 2,4 milioni di anni, data della nascita del genere Homo. Per questo si può affermare che la nascita della coscienza, che ha sede nelle strutture corticali del cervello, sia avvenuta proprio allora. Coscentizzazione ho chiamato questo straordinario, lento e complesso processo cominciato due milioni e mezzo di anni fa e che si può dire concluso quattromila anni fa con la scoperta della scrittura.
La coscienza, struttura che si è sviluppata soltanto nel genere uomo e non ha uguali in nessun altra forma vivente, ė stata considerata da sempre un mistero al punto da aver fatto pensare anche ad un ipotetico intervento divino, come fosse un patto d’amore tra Dio e gli uomini. Oggi abbiamo dati scientifici che cominciano a fare chiarezza su questo straordinario evento che è stato la nascita della coscienza. Oramai la maggior parte degli studiosi concordano che non sarebbe stata possibile la nascita della coscienza nell’uomo primitivo senza l’introduzione della carne nella sua alimentazione e senza la necessaria messa in atto di strategie di gruppo sempre più complesse per procurarsela. L’utilizzo della carne da parte dei nostri i antichissimi antenati cominciò casualmente. Senza saperlo avevano adottato un tipo di cibo che con il suo contenuto di calorie e soprattutto di proteine, grassi, vitamina B12 e minerali li avrebbe trasformati ben presto fisicamente, psicologicamente e socialmente facendone una specie del tutto diversa dalle altre.
L’avvicinamento a questo cibo non ebbe inizi eroici. I nostri progenitori facevano come le iene, gli avvoltoi e gli altri disprezzati animali spazzini: si accontentavano dei resti lasciati delle vittime dei grandi predatori. Ma intanto progrediva l’interesse per la caccia e si andavano sviluppando tecniche di caccia, attraverso l’uso di pietre sempre meglio scheggiate o adatte a spaccare le ossa da quei resti per trarne un preziosissimo alimento: delle prede era possibile succhiare il midollo e il cervello, sostanze ad altissimo apporto calorico, cosa necessaria per lo sviluppo del cervello dell’uomo. Il cervello infatti è molto esigente in calorie e consuma più del 20 per cento delle calorie che introduciamo con la dieta.
Ben presto cominciò anche la caccia eroica a prede animali vive. Ormai l’uomo aveva imparato ad armarsi: lance e pugnali di pietra con cui arrivava a procurarsi molta più carne che in passato. Anche se i nostri antenati mangiavano carne già 2,5 milioni di anni fa, non avevano ancora la capacità di controllare il fuoco e la consumavano cruda, probabilmente dopo averla pestata con strumenti in pietra. Circa 1,9 milioni di anni fa, tuttavia, si verificò un improvviso e drastico cambiamento: la scoperta del fuoco e il suo utilizzo per cuocere. La cottura dei cibi fu il secondo elemento della rivoluzione alimentare che arricchì e fece evolvere il cervello degli uomini primitivi. Tuberi e piante e frutti come pure la carne diventano più digeribili e più nutrienti se cotti. Da tutto questo ecco un ulteriore sviluppo e evoluzione della coscienza dei primi umani. Il cervello aumentò ancora di più in dimensioni e complessità e si manifestò nell’uomo un adattamento a percorrere lunghe distanze. I nostri antenati, insomma, avrebbero iniziato a mangiare carne per poter dedicare meno tempo alla raccolta e al consumo di cibo. E per farlo dovettero sviluppare tutta una serie di strategie e tecnologie che a loro volta portarono a cambiamenti morfologici nelle strutture corticali della coscienza e contribuirono allo sviluppo del linguaggio e delle nostre capacità intellettive. In effetti il linguaggio e il pensiero sono le caratteristiche principali della coscienza.
L’inizio della sua straordinaria espansione cerebrale con la nascita della coscienza coincidono con la produzione dei primi strumenti litici, le prime prove del consumo di carne e il passaggio dalla foresta alla savana. L’apporto nutrizionale della carne, soprattutto in termine di aminoacidi indispensabili, di ioni metallici essenziali, e di vitamina B12, determinò la selezione delle specie umane nei due milioni di anni seguenti e la loro dispersione su tutto il pianeta attraverso un sempre più alto grado di sviluppo cerebrale e di fertilità. La dieta dei nostri antichi progenitori, la cosiddetta dieta paleolitica, permessa dalle innovazioni tecnologiche e organizzative legate alla caccia in gruppo ai grandi erbivori, è il prototipo della dieta ottimale per i geni metabolici umani selezionati nel lungo periodo di carnivorismo preistorico e tuttora predominanti nella maggior parte delle popolazione umane.
La nascita della coscienza fu un evento rivoluzionario che la natura non aveva previsto che potesse avvenire. Invece è successo non per magia ma attraverso un lungo percorso evolutivo cominciato più di due milioni di anni fa caratterizzato proprio dall’introduzione della carne nella sua dieta. La coscienza è una straordinaria struttura del cervello la cui funzione mentale è ascite dellacaratterizzata dal linguaggio e dall’attività di pensiero. Ha reso gli esseri umani consapevoli di sé, consapevoli del mondo che li circonda e capaci di giudicare. Solo con piccole aggiunte genetiche ereditate da altri generi come il Neanderthal che lo avevano preceduto sulla terra e con cui si era confrontato, noi siamo tutti praticamente discendenti dell’Homo Sapiens nel quale le strutture della coscienza si sono sviluppate enormemente. Se la nascita della coscienza ha permesso un salto evolutivo impressionante che ha facilitato la realizzazione dei desideri e dei progetti, vero senso della vita, l’uomo ha pagato un prezzo altissimo ed anche la natura stessa. Ben presto la coscienza ha preso il sopravvento sulle altre componenti della psiche, a cominciare da quella che io ho chiamato Anima, vera centralina che controlla tutte le nostre attività, in definitiva la nostra salute psichica e fisica. Einstein diceva che l’Anima è un dono sano, la coscienza un fedele servo, ma noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono. La coscienza si è sviluppata eccessivamente e, andando oltre i compiti che le dovevano essere assegnati, ha creato visioni innaturali, a cominciare da quelle religiose e le ha imposte. Nel giro di poche generazioni si è andato creando uno squilibrio psichico che ha coinvolto sempre più individui soprattutto maschi ed è stata la causa di egoismi, sopraffazioni, odi, guerre, schiavismo, razzismo, colonialismo, genocidi etc.. Si tratta di una vera e propria malattia psichica da me definita come disturbo di personalità che presenta vari sintomi, dai più lievi ai più gravi. Occorre invertire la rotta per limitare lo strapotere della coscienza e ricreare una vera salute psichicamente negli individui. Credo profondamente che una nuova consapevolezza data dalla conoscenza di come funzionano le varie componenti della psiche, la pratica di tecniche di meditazione ed una alimentazione che escluda gradatamente la carne nella dieta saranno in grado di ridimensionare l’eccessiva attività della corteccia dell’essere umano e ridare equilibrio alle attività mentali. Per questo sono convinto che la dieta vegana che prevede l’eliminazione totale della carne dall’alimentazione possa veramente dare un contributo importante al ridimensionamento dell’attività della coscienza. La dieta vegana è in grado di riequilibrare l’attività psichica degli esseri umani con il risultato di migliorare la qualità della vita non solo di singoli individui, ma della società tutta. La dieta vegana è capace di creare una società etica basata su un rapporto di collaborazione tra gli uomini e non di competizione con danni incalcolabili per noi e per il mondo intero come avviene oggi.


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