INTERVISTA AL CORONAVIRUS

Intervistatore: “Cominciamo con la tua nascita. Come sei nato?”
Virus: Cominciamo male questa intervista. Come tutti, e tu lo sai benissimo, è pressoché impossibile ricordare la nascita. Potrei invece raccontarti di quella che io chiamo la rinascita. Comincia ad immaginare la mia vita quotidiana e ripetitiva di virus all’interno di una colonia di pipistrelli. Convivevo tranquillo in compagnia di tanti altri virus e mi moltiplicavo ogni tanto per non estinguermi. Il mio compito, anche per ringraziare chi mi ospitava, era quello di contribuire a difenderlo da aggressioni esterne di nuovi microbi sconosciuti per lui. Era come una normale battaglia tra le forze del bene e quelle del male in attesa che il mio ospite producesse le sue difese e annientasse l’intruso. Il risultato era che qualche volta vinceva il pipistrello, altre volte il microbo cattivo. In genere alla fine c’era una pace e il nuovo microbo stesso accettava di diventare innocuo e di cominciare a convivere pacificamente con il pipistrello che lo ospitava. Ecco che un giorno successe qualcosa di inspiegabile e di terribile. Non so dirti se sono stato prelevato da qualcuno che ha manipolato la mia struttura in un laboratorio. È una ipotesi plausibile ma che non posso confermare. Ero confuso e incapace di capire cosa stava davvero succedendo. Sicuramente fui proiettato in un mondo che non era il mio. Ricordo solo che all’improvviso mi sono ritrovato all’interno di un corpo diverso, quello che dopo un po’ avrei identificato come un grasso contadino cinese. Lì ho dovuto preoccuparmi seriamente della mia sopravvivenza e ho utilizzato tutti i mezzi che mi erano stati conferiti da madre natura. Ho cominciato a riprodurmi velocemente senza preoccuparmi di non recare danno al nuovo ospite. Non avevo altra scelta: era questione di vita o di morte”.

Intervistatore:”Dunque hai cominciato a riprodurti per sopravvivere. Che ne è stato del tuo primo ospite?”
Virus: “In effetti non lo so perché l’ho lasciato molto presto per la fretta di trovare altri ospiti e potermi moltiplicare più velocemente possibile per non morire. Ho incontrato molte persone disposte ad accogliermi, perlomeno ad aprirmi la porta per farlo. Io sono entrato e ho ripetuto il mio rito della riproduzione con tante persone. Mi sostituivo ai meccanismi che erano presenti nelle loro palline che chiamano cellule e chiedevo loro di potermi riprodurre. Le risposte non erano mai negative. Chi tace acconsente e io mi facevo moltiplicare da loro senza alcuno sforzo da parte mia. Una vera pacchia: era semplice e il materiale non mancava! Ho cominciato a viaggiare molto più velocemente di come facevo con i miei amici pipistrelli e spesso lo facevo all’interno di pipistrelli grandissimi chiamati aerei. Ho conosciuto tante persone molto diverse tra loro e posti bellissimi che non avrei mai pensato di visitare in vita mia. Cosi mi hanno conosciuto in ogni parte del mondo e sono diventato famoso più di un divo del cinema o della musica.”

Intervistatore: “Sei a conoscenza che molte persone che hai infettato, scusami mi correggo, molte persone che ti hanno ospitato, sono morte?”
Virus: “Si purtroppo è successo e oggi me ne rendo conto. Non è stata una bella cosa ma sono alle prime armi nel mio rapporto con gli uomini. Non sapevo come viveva l’essere umano. Io ero abituato solo con i pipistrelli. Di loro conoscevo tutto e stavo bene attento a non fare dei danni. Oltretutto dovevo a loro la mia sopravvivenza. Con l’uomo è stata tutta un’altra cosa. Non conoscevo niente di lui né di come poteva reagire alla mia presenza. Certo ha reagito molto male ma la colpa non è certo solo mia. Ho incontrato persone obese, altre diabetiche, ipertese, invase da tumori cattivi, immunodepresse o con gravi problemi cardiocircolatori. Ho incontrato altri squilibrati con polmoni devastati dal fumo e dallo smog, persone che vivevano una vita sedentaria, che si alimentavano di porcherie e infine la categoria di persone più consistente e più fragile gli anziani Una impressione particolare me l’hanno fatta coloro che sono affetti da problematiche psichiche. Sono tantissimi. Ho incontrato depressi, ansiosi e poi egoisti, sadici, violenti, bugiardi e con questi non é proprio facile andare d’accordo. Alla fine tutti si sono dimostrati fragili e incapaci di reggere il superlavoro che procura la nostra presenza. Molti inoltre avevano distrutto gli amici più cari che avevano. Miliardi di microbi buoni, un esercito di difensori è stato disperso e ha lasciato a noi virus troppo terreno libero per moltiplicarci in maniera esagerata e alla fine dannosa”.

Intervistatore: “Quali sono i danni peggiori che fate?”
Virus: “Sai, oggi cominciamo a conoscerli perché anche per noi è importante saperlo. Per sopravvivere ti ho già detto che dobbiamo imparare a convivere con i nostri ospiti. Dalle notizie che ho appreso anche da altri compagni ho capito che noi siamo in grado di irritare vari organi con la nostra presenza. Sebbene cerchiamo di fare tutto in punta dei piedi per arrecare il minor danno possibile, qualche noia la causiamo anche se in genere è roba da poco. Voi oltretutto siete abituati a simili situazioni: raffreddori, tonsilliti e bronchiti da virus, tanto per citarne alcuni, riuscite a sopportarle abbastanza bene e superarle”.

Intervistatore: “Allora perché ci sono persone che muoiono?”
Virus: “Ti spiego. Noi che siamo classificati tra i coronavirus, e più precisamente ci chiamiamo SARS-CoV-2, abbiamo una grande facilità a causare fenomeni tromboembolici venosi. Non è provato che li causiamo in tutti, ma sicuramente in quelle persone che hanno più facilità a farli e i danni sono tanto gravi, soprattutto nei polmoni dove generalmente finiscono i trombi, da portare anche alla morte. Purtroppo tra voi umani, così poco attenti alla salute è facile trovare persone che possono fare episodi tromboembolici con facilità. Ci sono i portatori di patologie varie, tutte capaci di facilitare malattie tromboemboliche. Per non parlare degli anziani in cui i meccanismi di regolazione della fluidità sanguigna generalmente non sono molto efficienti. E poi ricordatevi che le nanoparticelle, quelle piccole che formano lo smog, sono facilitatori di fenomeni tromboembolici. Mi risulta infatti che dove c’è più smog noi facciamo più danni. Infine vorrei sottolineare la carenza di ospedali, di personale medico e paramedico ha aggravato sensibilmente la situazione. Fortunatamente oggi avete trovato farmaci come l’idrossiclorochina, gli antivirali e l’eparina a basso peso molecolare in grado di evitare ogni evoluzione maligna della malattia. Prima di dare colpa a noi dei danni causati da questa pandemia, come la chiamate voi, provate prima ad indagare le colpe dei tanti politici a cui avete lasciato fare scelte sbagliate come il taglio dei fondi importanti alla sanità tutta”.

Intervistatore: “Mi hai convinto. Visto che sei tanto esperto e sicuramente lo sei in prima persona, quali consigli potresti darci per uscire da questa drammatica situazione, casomai senza vinti e vincitori?”
Virus: “Io un’idea ce l’ho. Certo ho fatto in prima persona un’esperienza unica in questo campo che voi potete sognare di fare e voglio darvi un aiuto. Se mettere tanta gente in isolamento può essere servito a diluire la nostra presenza avete fatto una cosa giusta ma ricordate bene che è servito solo a tamponare la vostra delinquenziale carenza di posti letto e di sanitari. Noi rimaniamo sempre in agguato e siccome abbiamo bisogno di sopravvivere, vi aspettiamo al varco nascondendoci nei portatori sani, nei falsi negativi e in tutti i malati che mascherano i sintomi della malattia. Prima o poi dovrete pure uscire e noi saremo lì ancora più aggressivi e contagiosi ad aspettarvi. Il consiglio che vi do è riaprire al più presto facendo due cose basilari. La prima é insegnare alla gente come proteggersi meglio da noi con i presidi che avete a disposizione come le mascherine, il lavaggio costante di mani e viso e lo stare alla larga dagli assembramenti e noi vi contageremo più gradatamente. L’altra cosa da fare è difendere le persone più fragili con provvedimenti che li tengano per ora il più possibile lontano da noi. Presto diventeremo innocui anche per loro”.

Intervistatore: “Cosa ne pensi dei vaccini?”
Virus: “A patto che riusciate a farne uno, vi servirà solo contro la prima ondata virale perché noi torneremo trasformati, rinnovati e più aggressivi proprio come fanno i nostri cugini influenzali e voi dovrete ripartire da capo. Mi domando inoltre se conoscete le controindicazioni. Mi sembra che a tale proposito ci sono molti pareri e tutti discordanti tra loro. Cercate di creare vaccini seriamente con un congruo periodo di sperimentazione e che non servano solo per specularci sopra. Costano molto e ci giurerei che ci sono persone che con il business dei vaccini stanno per fare un sacco di soldi! La mia impressione è che se anche se ne troverete uno, io sarò già scomparso da tempo. Forse sarebbe meglio che vi concentraste di più sulle terapie e sulla prevenzione”.

Intervistatore: “Allora quale consiglio in conclusione ci daresti?”
Virus: “Io vi consiglio di lasciarci circolare liberamente, casomai preoccupandovi di farci rallentare i contagi con i provvedimenti di cui ho parlato sopra. Noi non abbiamo nessuna intenzione di uccidervi perché la nostra sopravvivenza dipende da voi e dal vostro stato di salute. In fondo anche fino ad ora abbiamo mostrato che non siamo così cattivi come ci avete disegnato. Non sono neanche convinto che i dati sui decessi siano corretti, anzi credo che molti morti sono stati causati dai nostri cugini della normale influenza. In poco tempo noi troveremo la strada per perdere qualunque aggressività nei vostri confronti e diventeremo cittadini benemeriti dei vostri corpi. Conviveremo con voi insieme al altri milioni di virus che lo hanno fatto prima di noi e saremo lì pronti a difendervi da nuovi e forse peggiori nemici. Voi però un impegno dovete pur prenderlo. Siate più in sintonia con la natura. Imparate a proteggerla e a rispettarla perché siete un prolungamento di essa. Il male che fate a lei è un male che fate a voi stessi. Ora che grazie a noi state cominciando a capirlo datevi da fare. E poi preoccupatevi un po’ più della vostra saluta perché siete messi veramente male. Lasciatelo dire a me che ho visitato bene molti di voi. Cominciate ad interessarvi ad una corretta e sana alimentazione, dedicate più tempo all’attività fisica e cercate di ricreare un po’ di equilibrio psichico nelle vostre Anime perché tutto alla fine, ricordatevelo bene, nasce di lì. Imparate a convivere fraternamente con gli altri e anche con noi virus perché ricordatevi che in natura tutti abbiamo bisogno di tutti. Ed infine costringete i vostri governanti a spendere di più per la vostra salute”.

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